Il concetto di attivazione metabolica è la chiave principale della dietologia contemporanea.

Per metabolismo basale si intende la quantità di calorie necessarie a mantenere tutti i processi biologici dell’organismo a riposo ma è importante comprendere che questo valore non è immutabile, ma si può influenzare con un reale cambio di abitudini alimentari.

Un errore molto comune consiste nel considerare uguali tutte le calorie. Non è affatto vero!

Lo stato ormonale influenza il valore di ogni singola caloria che introduciamo.

La maggior parte di quello che mangiamo a colazione viene trasformato in energia (l’equilibrio degli ormoni mattutini spinge il metabolismo al “consumo”).

La maggior parte degli alimenti consumati invece a cena viene trasformata in grasso di deposito (la sera il quadro ormonale determina l’immagazzinamento di tutte le calorie introdotte, soprattutto di quelle provenienti dagli zuccheri).

In questo discorso bisogna però puntare l’attenzione su un altro particolare importante: una colazione abbondante permette di aumentare il metabolismo basale. Questo significa che le persone abituate a fare una colazione ricca riescono a rimanere più magre nonostante assumano più calorie rispetto ad altre che invece bevono ad esempio solo un caffè. Questo è probabilmente una delle modalità più importanti per lavorare sul proprio metabolismo.

A questa semplice abitudine è importante affiancare il controllo delle fluttuazioni insuliniche.

L’insulina è il principale ormone anabolizzante e una sua produzione eccessiva rischia di essere controproducente sul piano dell’ingrassamento. L’unione ad ogni pasto di carboidrati e proteine permette di ridurre i livelli di questo ormone, abbassando il carico glicemico del singolo pasto. Questa modalità ha riflessi sul metabolismo basale perché agisce prima di tutto riducendo la massa grassa nell’organismo e in secondo luogo perché controlla il meccanismo di molti altri ormoni coinvolti nella regolazione di fame, sazietà, reazione allo stress, veglia, sonno, etc.