Le più moderne ricerche nel campo della nutrizione evidenziano la necessità di non fermarsi ai “vecchi” e semplicistici modelli del Calcolo Calorico e della Perdita di Peso. Oggi bisogna adeguarsi allo sviluppo delle conoscenze che, aiutate anche dal progresso tecnologico, focalizzano l’attenzione su molteplici sfere di interesse.

Bisogna quindi prendere in considerazione molti fattori in modo da rendere la terapia nutrizionale un successo duraturo e non un ennesimo fallimento!

IL PAZIENTE

Qualunque sia l’approccio nutrizionale esiste una componente ineliminabile e fondamentale: il paziente!
Occorre tener sempre presente l’importanza di abitudini, esigenze lavorative e psicologiche del paziente in modo da ottimizzare la terapia e proiettare le strategie nutrizionali verso un graduale recupero del benessere psicofisico.

BENESSERE

Quando un individuo è in buono stato di salute?

Uno stato di buona salute spesso non coincide affatto con l’assenza di patologie in atto. Dopo anni di studi si è arrivati alla conclusione che il benessere coincide con l’assenza totale di sintomi sia patologici che vaghi o aspecifici indicati in generale con l’acronimo MUS (Medically Unexplained Symptoms).

MUS

Con il termine MUS si individua una classe sintomatologica che include varie problematiche; dalla stanchezza cronica ai disturbi del sonno o dell’appetito, dal colon irritabile alla stipsi, dall’ansia ai sintomi gastrici come gonfiore, pienezza, acidità, reflusso. Tutte sindromi aspecifiche che si collocano tra lo stadio di benessere totale e la patologia conclamata. L’analisi di tali sintomi è un importante gradino di partenza utile a non incorrere nell’errore di trattare ogni paziente in base ad un criterio univoco. Ecco perchè pazienti diversi per sintomatologia, assetto ormonale, composizione corporea, stato metabolico e patologico manifesteranno necessariamente reazioni diverse agli stessi alimenti.

I MUS rappresentano frequentemente la controparte superficiale di disturbi infiammatori cronicizzati, che hanno alla lunga comportato il progressivo decadimento dell’equilibrio fisiologico dell’attività endocrina, determinando spesso uno sbilanciamento dei ritmi circadiani di importanti ormoni tra cui il cortisolo e il GH (ormone della crescita). Questi aspetti hanno precise ricadute in termini metabolici: basti pensare all’interferenza nella risposta insulinica prodotta direttamente dal livello di cortisolo.

STRATEGIE DI MIGLIORAMENTO

La disponibilità di informazioni dettagliate ed esaustive sullo stato del paziente è quindi fondamentale. Non bastano i semplici rilievi antropometrici (peso ed altezza) per avere una panoramica chiara dei molteplici fattori da analizzare.

Di fondamentale importanza è l’analisi della Composizione Corporea.

I parametri rilevabili (mediante la strumentazione BIA-ACC) forniscono degli importanti indici relativi allo stato di idratazione del paziente,alla distribuzione dei liquidi, al suo tenore di tessuto adiposo e di massa magra, alla sua capacità metabolica, al suo livello di infiammazione cronica sistemica. Il monitoraggio di tutti questi parametri permette di controllare i risultati ottenuti in termini di perdita di massa grassa (e non solo di kg!) e andamento della massa magra.

Da queste considerazioni è facile capire la differenza tra il dimagrimento generalizzato di un paziente e la sua perdita selettiva di massa grassa.

ANALISI DEL CARICO METABOLICO

Si riesce in questo modo a calcolare l’andamento della risposta metabolica nelle 24 ore sia in fase di indagine, verificando cioè il comportamento metabolico tipico del paziente e relazionato alle sue abitudini, che in fase di ipotesi terapeutica. Questo permette di verificare se le scelte operate comportino picchi iperglicemici o fenomeni di ipoglicemia reattiva, se interferiscano con la promozione del recupero dei ritmi circadiani ormonali fisiologici (ad esempio con l’acrofase mattutina del cortisolo) o più generalmente con l’attività dell’ormone della crescita (GH).

Il grafico della risposta metabolica nelle 24 ore permette quindi di:

  • riconoscere le aree temporali metabolicamente sfavorevoli per il paziente;
  • calcolare il potenziale Acido /Base degli alimenti e il carico Renale (regolazione PH e sistemi tampone);
  • operare le correzioni più opportune alle abitudini nutrizionali;
  • attivare il metabolismo;
  • promuovere la perdita di massa grassa;
  • monitorare l’andamento della massa magra

CONSIDERAZIONI SUI PARAMETRI RILEVATI

BIA-ACC Analisi Clinica della composizione corporea

TBW (Total Body Water, Acqua Totale)

Rappresenta la percentuale complessiva dei fluidi corporei rispetto al peso totale del soggetto.
Percentuali inferiori alla norma (min. 55 %-60 %) sono da ascrivere a condizioni di disidratazione, perdita di massa magra o aumento di massa grassa (considerato che gran parte della TBW è contenuta nella massa magra).

Valori troppo bassi della TBW sono associati a processi infiammatori cronici che comportano di conseguenza anche un cambiamento della distribuzione idrica alterando il rapporto tra acqua intra ed extracellulare e quindi anche il PH fisiologico. TBW incide sull’idratazione dell’intestino crasso; quindi la presenza di alterazioni idriche può determinare stipsi, alvo alterno, colon irritabile.

ICW (Acqua Intracellulare) e ECW (Acqua Extracellulare)

I due valori sono in rapporto fisiologico quando ICW è pari al 60 % ed ECW è pari al 40 % (rispetto alla TBW)

Vari fattori alterano il loro rapporto: infiammazioni croniche, squilibri ormonali, processi catabolici (stress dell’asse HPA, alterazione ritmo del Cortisolo), infezioni e farmaci portano al versamento dei fluidi cellulari in ambiente extracellulare. (aumento di ECW e diminuzione ICW) Tutto ciò non solo altera il rapporto ICW/ECW ma di conseguenza anche il PH fisiologico dell’organismo che tenderà verso l’acidosi.

FFM (Massa Magra) e FM (Massa Grassa)

La FM non dovrebbe superare il 25 % del peso corporeo.

Il rapporto tra le due percentuali è determinante per mantenere il livello del Metabolismo Basale ed è strettamente legato allo stato di idratazione corporea. La perdita di Massa Magra porta ad una perdita di Acqua e di conseguenza altera i ritmi circadiani di importanti ormoni (Cortisolo) e del metabolismo glucidico; questo conduce alla degradazione proteica (muscolare) innescando il processo dell’ ”auto cannibalismo della massa magra” (utilizzo di amminoacidi per favorire la sintesi di zuccheri e di tessuto adiposo).

BMR (Metabolismo Basale)

Quantità di energia (espressa in Kcal giornaliere) consumata in condizioni di riposo.

Il suo valore è direttamente proporzionale alla Massa Magra; quindi una perdita di peso che comporta perdita di massa magra (e conseguentemente di acqua) determinerà sempre abbassamento del metabolismo.

PRAL

E’ un valore legato all’integrità cellulare e allo stato di infiammazioni croniche.
Valori troppo bassi sono indici di scarsa cellularità, catabolismo, alterazione dei ritmi circadiani ormonali, stress ossidativo, auto cannibalismo della massa magra.

Andamento della risposta metabolica nelle 24 ore

Grafico che rappresenta l’andamento del carico glicemico nelle 24 ore in funzione dei cibi assunti e dello stato neuroimmunoendocrino e metabolico del soggetto in esame.

La risposta ottimale è quella che prevede carichi elevati al mattino e mano mano sempre più ridotti fino ad un carico pressocchè nullo entro le ore 24.

Questo andamento stimolerà ormoni come cortisolo e GH ad agire secondo i loro ritmi circadiani permettendo quindi utilizzo di grassi in fase notturna ed evitando l’auto cannibalismo di massa magra in fase diurna.

Andamento del PRAL nelle 24 ore

Rappresenta l’andamento del carico renale acido /base

E’ uno strumento molto utile per bilanciare i cibi nelle 24 ore in base alla strategia terapeutica da adottare.

PRAL positivi indicano carichi acidi mentre PRAL negativi carichi alcalini;

l’ andamento nelle 24 ore dipende dalla composizione dei cibi (quantità di proteine, fosforo, potassio, ecc) e dalla capacità tampone renale e respiratoria che può essere influenzata da infiammazioni, farmaci modulatori di flogosi e diuretici.

L’andamento del Carico Metabolico e del PRAL ci permettono quindi di modulare la risposta individuale ai cibi.
Ricorda:

Ogni cibo è visto dall’organismo come segnale metabolico quindi: ogni cibo determina un segnale diverso che dipende da numerosi fattori

  • composizione del cibo stesso;
  • carico glicemico;
  • PRAL;
  • orario di assunzione;
  • abbinamento ad altri cibi;
  • condizione metabolica di chi lo assume

Ecco perché ogni dieta va personalizzata e costruita in base alle esigenze del singolo!